sabato, dicembre 08, 2012

Che cosa serve la storia dell’arte? Per la vita civile

Che cosa serve la storia dell’arte? Per  la vita civile … per esempio quando la vita civile è soggetta ad un accelerato  processo di degradazione come succede oggi in Italia – su questa cosa Salvatore Settis in questa occasione non dice nulla,  ma fa capire che avrebbe molto da dire … in questo intervento ci parla del rapporto tra storia dell’arte e tecnologie dell’informazione parlando delle esperienze  della Scuola Normale (Pisa)  e del  The Getty Research Institute, racconta la sua esperienza in questi due istituti dove lo storico dell’arte  deve diventare un po’   informatico  e viceversa  dove l’informatico parla come uno storico dell’arte.  Interessante avvicinamento tra scienze e lettere per un superamento delle discipline come nel nuovo corso di laurea  in Informatica Umanistica .

Gombrich,  grande storico dell’arte  conservatore pensava che non si potessero usa i computer  per classificare le opere d’arte.


giovedì, novembre 01, 2012

decalogo for a [smart] senseable city

decalogo for a [smart] senseable city

lunedì, 29 ottobre 2012, Carlo Ratti Economia e Governance della Smart City: città, aziende e territori a confronto [registrazione video]

1) public partecipation 2.0 

una citta intelligente permette di aumentare la partecipazione dei cittadini

2) smart-phone-smart-city

 sviluppo di nuove apps, senza grandi investimenti - esempio di 4 ragazzi in garage che sviluppano appicazioni come uber e open table

3) a city where everything talks 

una città dove tutto (ogni cosa) parla attraverso le etichette intelligenti

4) i-mobility 

veicoli che rispondono i maniera molto più dinamica alla città a voi

5) the end of disciplines 

rompere i confini disciplinari dentro la città, dentro i gruppi di ricerca -  da una conoscenza basata sulle divisioni ad una basata sulle realzioni, collegamenti tra le discipline

6) new energy 

cose molto piccole possono fare la differeza (come il termostato nest) nel risparmio energetico

7) new universites

 il modo in cui il sapere viene trasmesso sarà radicalmente diverso da come avviene oggi, il MIT mette in rete tutte le lezioni e chiunque puo assitervi on line da tutto il mond

8) responsive public spaces 

spazi pubblici interattivi pensiline del pullman intelligenti, Expo Saragozza 2008 nuove “applicazioni”dell’acqua in architettura

9) factories back in the city

le fabbriche possono tornare in città, produzioni digitali, terza rivoluzione industriale (economist) macchine (stampanti laser 3d) che ci permettono di costruire cose in maniera decentralizzata

10) new ways of working 

spazi misti, attivita diverse misciate nelle stesso quartiere

Letture: http://senseable.mit.edu/papers/pdf/2012_Ratti_WIRED.pdf

mercoledì, febbraio 08, 2012

Liberalizziamo! abrogazione dell’obbligo di adozione! dei libri di testo

Liberalizziamo! o meglio chiediamo l’abrogazione dell’obbligo di adozione! dei libri di testo, in modo tale che comunità di pratica, formate principalmente da insegnanti in servizio, potranno produrre i testi per e/con gli alunni … [gruppo facebook]
ho appena finito di saccheggiare "CentoChiodi" il film di Ermanno Olmi, molto controverso ma aperto … con molti spunti di riflessione sul rapporto libri/insegnanti e condizionamenti vari …
a che cosa sono serviti i libri
 
una vita tutta di carta
 
 
i libri servono qualsiasi padrone